Per la fine dell’anno e visto il triste scenario internazionale, condividiamo un articolo su Challenge for peace, l’esposizione che ha portato gli spunti dell’edizione 2025 di Ma/donne in Valle Camonica.
“Challenge for peace” è stata la prosecuzione della mobilitazione di arte contemporanea “Ma/Donne. Challenge for peace” creata grazie alla sinergia di 13 curatrici in 5 spazi indipendenti del Nord Italia, di cui trovate tutti i dettagli qui. A Ma/Donne associazione PIR ha partecipato in qualità di partner, portando a marzo 2025, presso Villa Cernigliaro a Sordevolo (BI), le performance-installazioni di Mauro Cossu e Francesca Conchieri.
Dopo la partecipazione nel biellese l’associazione ha selezionato alcune opere e integrato con interventi di altri artisti, curando la mostra che si è tenuta presso il Centro 3T di Sellero dal 3 maggio all’8 giugno 2025.
La manifestazione e le opere:
La manifestazione ha voluto essere una indagine e sperimentazione di processi di conflitto e pacificazione…vi presentiamo qui le opere narrandole con questo specifico taglio interpretativo, consapevoli che possa essere riduttivo rispetto al singolo lavoro, ma funzionale alla coralità del discorso critico.
Challenge for peace è una collezione di opere che ha voluto indurre nel visitatore esperienze gestuali, percettive, rievocative, capaci di calare in una riflessione più ampia e intima della dimensione di disarmonia, conflitto e ricerca di un nuovo equilibrio.
SARA CAMAITI ha portato “Moto muto” (legno, vetro opalino, pvc, fibre vegetali, acqua, colori naturali in polvere; cm 30x40x10; 2025) una istallazione con light box e sacche di mucillagini biologiche che invitano a disegnare e cercare una via d’espressione, con e per la luce, tra le opacità verdi.
Nei cataloghi del bookshop del centro è stato mimetizzato “Pensa alle cose che ti piacciono” (libro; cm 21×14,8; 2025) nelle quali i desideri, trasformati in codici a barre, sabotati, diventano illeggibili, custoditi quanto irraggiungibili.

FRANCESCA CONCHIERI con “Ribaltala – turn it over” (Performance relazionale e installazione, tessuto e tavolino in acciaio; dimensioni variabili 2025) ha invitato tutti coloro che entravano nella sala a ribaltare e aprire una tasca di tessuto nero, esercizio di estroversione e introversione, inversione, confronto tra dentro e fuori, tra tridimensionalità e bidimensionali, funzione e disfunzione, idea e artificio.
In questo video si può fruire dell’azione: https://youtube.com/shorts/0ti6Xm0wfcY?feature=share

MAURO COSSU ha proposto una performance dal titolo “Ciclici decadimenti” (Performance sonora e installazione, bicicletta preparata; 2025) nella quale ha suonato una bicicletta, raggi e cerchioni, sellino e freni, in un’esperienza sonora, non narrativa, che proietta in suoni armonici e stridori, echi che aprono lo spazio e ribollono tra caos(-pad) e ritmi raggianti (o di raggio). Un invito a pedalare pur condannati ad un eterno ciclico ritorno? O a smontare, studiando con scientifica accuratezza tutte le opportunità degli strumenti che abbiamo a disposizione ..scoprendo (forse) un mondo altro, che da lì si può sviluppare. Performance fruibile a questo link.
Le “Tre cime” (Legno e pittura ad olio, cm 55x60x40, cm 60x60x40, cm 60x60x55; 2023) di MAURIZIO CORONA hanno portato nello spazio l’opportunità di sperimentare il sottile confine tra mistificazione e rappresentazione, tra illusione e narrazione, tra menzogna e intuizione: i resti di un grande albero sono dipinti a olio per sembrare roccia, in un luogo (le fornaci) che parla di processi milionari di trasformazione del vivente in minerale, da barriera corallina a complesso montuoso (il calcare di Esine della Concarena), da legno a carbon coke (con il quale il calcare veniva cotto).

MME DUPLOK E AIUTI presenta “Lc 1, 39-56 oggi” (Fotografie; cm 110 x 100; 2014-2025): la consacrazione dell’iconografia del femminile contemporaneo che ci dona lo stridente contrasto tra il femminile della tradizione cristiana e quella odierna, l’estetica acida e coraggiosa che strizza l’occhio al trash ma crea giochi di riflessione in cornici importanti di lacca nera.

Il corpo in un conflitto si irrigidisce in un atteggiamento di difesa, reso così ancora più nudo, disarticolato e indifeso; ROBERTA TOSCANO con “Ammutinasse” (installazione tecnica mista; 2 stampe su tela 150×60 cm, 2 nasse, misure variabili; 2024 ) ci cala nella rigidità alla quale la modella, lei stessa, è costretta dalle nasse che l’hanno “pescata”.

I contorni delle “fisionomie” degli attori in campo nel conflitto si confondono, si sfumano, si snaturano, diventando “macchie” o macchiette di se stessi, gli uni per gli altri; JOLANA HAVELKOVA con “Temporary encounters” (Fotografie; 1999 – 2022) offre una serie di ritratti di grandi dimensioni nei quali ci si perde tra le ombre, fra cui solo “prendendo le giuste distanze” è possibile riconoscere degli esseri umani.

L’”Obsession” (tecnica mista; dimensioni variabili; 2000) di PATRIZIA ROMANO LO TORTO è qui allestita sul cristallo del forno centrale dando al dipinto – che parla di luna(ticità), porte d’uscita o entrata, mammelle e vapori-sentiero-scala-binario illuminate da lucine al Led- una valenza installativa, facendo precipitare lo sguardo verso un baratro nel quale l’ossessione si specchia.
OONA

HYLAND con “The Quality of Mercy” (Ceramic pieces in anthracite clay including bronze elements. Whole collection on the table; 2024) espone una collezione di ceramiche, calchi di strette di mano, realizzate o mancate? Fragili come solo la ceramica cruda sa essere, in bianco e nero (antracite; la varietà di carbon fossile più antica ), sono reperto di un contatto che non ci è dato sapere se è tra le due mani di due persone che dovrebbero accordarsi, o tra la mano destra e sinistra di un unico corpo, in cerca di un nuovo rapporto tra la propria mano destra e la propria mano sinistra.

ROMEO TRAVERSA ha fatto provare a tutti i visitatori, documentandone i ritratti, l’uso di “Occhiali arte” (Cartoncino, stampa digitale, taglio plotter e corporatura; cm 9×14; edizione n°30 pezzi; 2020 ), uno speciale occhialino di sua produzione nel quale la forma dell’occhiale, riprendendo la “a” e la “e” fa divergere lo sguardo, inducendo a uno strano effetto di strabismo e distorsione, sia per chi lo indossa sia in chi osserva. Un invito ad uno sguardo laterale e divergente, sull’intorno, impossibile da mettere a fuoco.

PAOLA ZORZI con “In/finito” (olio su tela, lino, legno, colore ad olio, cm 100×100; 2024/25) ci proietta in un bianco intonso, che vorrebbe non avere confini, ma non può che trovarne, in misure chiare, puntuali, ideali ma, come ogni misura, con una loro “rigidità”. A questo fa da controcoro “Assenze” (video, durata 45’’, esecuzione in loop; 2017) un video che evoca il vuoto attraverso il respiro del vento che entra e esce, fluido, da una stanza/corpo nella quale una tenda ce lo rivela; un’immagine forte che parla di quotidianità e fragilità della vita.

Non sono mancati visite guidate e laboratori didattici per sperimentare pratiche di avvicinamento ai linguaggi contemporanei.

Link:
Ass. Zero Gravità – https://www.facebook.com/cernigliarocult/?locale=it_IT
Mauro Cossu – http://www.ruinascontemporaneas.it/Mauro%20Cossu/index_mauro_cossu.html
Francesca Conchieri – http://www.ruinascontemporaneas.it/Francesca%20Conchieri/index_francesca.html Maurizio Corona – https://mauriziocorona.wixsite.com/paint
Mme Duplok – http://www.premiosuzzara.it/opere-autori/mme-duplok,593.html
Jolana Havelkova – https://www.jolanahavelkova.com/j_bio.html
Oona Hyland – https://www.oonahyland.com/
Patrizia Lo Torto – https://www.patrizialotorto.it/
Romeo Traversa – https://www.romeotraversa.it/
Paola Zorzi – http://www.a-costruttiva.it/